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Gabriele Cordovani è nato in Toscana. E ci vive. Credo. Un tempo diceva di saper strimpellare la chitarra e il pianoforte. Per me, non è mai stato vero. Non così vero, ecco. E se un giorno che nevicava forte sulle colline davanti a casa il tempo si fosse fermato, questo povero cristo sarebbe ancora un ragazzo. Lo so, perché ero un ragazzo anch’io. Oggi legge Céline ed è rimasto solo. Non so bene se è rimasto solo perché legge Céline. Forse la colpa è di Faulkner, o di Pavese. Ma lasciamo stare. Vive mescolando arte. Rock e Mahler. Beatles con Puccini. Kafka con Hesse. E questo ti può far rimanere solo. Davvero. Sa andare in bicicletta, sì, ma questo lo so fare anch’io.